Dopo il caso Quarto, Chi ne esce più forte? M5s o PD?

sabato 5 settembre 2015

Un giornalista inchioda la Serracchiani (PD), Ecco la vergognosa scoperta

Serracchiani assenteista, 12 viaggi in un mese


Dati che dimostrano l'assenteismo della Serracchiani, ce ne parla Fabrizio Boschi su Il Giornale: 

Friuli-Venezia Giulia, questo sconosciuto. Più che governatore della Regione, Debora Serracchiani sembra un proconsole del Pd e di Matteo Renzi, fuori regione.

E pensare che nel 2012 gli consigliò di rimanere a fare il sindaco di Firenze. Come cambiano le cose...

A Trieste la vedono poco seduta sulla poltrona del suo ufficio. E quando è a palazzo della Regione, in piazza Unità d'Italia, ci si blinda dentro. I documenti sono top secret e i giornalisti non schierati, sgraditi. A giugno il consiglio regionale tolse dalla mazzetta dei quotidiani per la sala stampa, Il Giornale e Libero . Ma guarda un po'. L'unica informazione che la zarina friulana tollera è quella del Messaggero Veneto (gruppo Espresso ), giusto perché può controllarla lei direttamente.

Ricoprendo anche l'incarico di vicesegretario del Pd sta fissa a Roma, dove peraltro ha vissuto 25 anni. O per andare a Palazzo Chigi a parlare col suo gran guru, o in largo del Nazareno, la sua vera casa. Oppure nei talk-show per ripetere a pappagallo la lezioncina di Renzi, pontificando e osannando le eroiche gesta del suo partito e del suo capo. I cittadini si lamentano: «Non è mai qui a lavoro, cosa sta facendo per il Friuli?». Eppure ai friulani piace molto - specialmente alle donne - sebbene nel 2013 abbia vinto sui berlusconiani per meno di duemila voti.

La sua è proprio una vitaccia: in perenne campagna elettorale per il Pd, sempre in giro per l'Italia. Ad esempio sarà lei a coordinare, oggi al festival dell' Unità di Milano, il "Seminario sul Sud": «Il Sud è centrale per l'Italia», dice il governatore del Friuli, che gioca a fare più il vicepremier che il governatore. Rimasta in quota Franceschini finché le è servito, poi bersaniana convinta, Debora è passata con Renzi quando ha visto che il carro del vincitore era cambiato. La giovane - viene da chiamarla così a dispetto dei suoi 45 anni per il viso a palla e la frangetta - è considerata da alcuni membri del suo partito una molto di sinistra, travestita da renziana solo per convenienza.

È il favoloso mondo di Amélie Poulain -Serracchiani, beniamina di Repubblica e collaboratrice del Fatto quotidiano . Nel 2014 è stata assente a 11 sedute del consiglio regionale su 26. Quest'anno è stata più attenta e ha cercato di lasciare meno vuota la sua sedia in consiglio. Nel 2015, infatti, ha talvolta raggiunto vette di partecipazione alle sedute del 67 per cento, l'anno scorso di appena il 33. Malgrado questo non si è fatta mancare, anche nel 2015, una sfilza di missioni fuori regione. Tutte per il Pd, naturalmente. In occasione delle amministrative di maggio ha visitato ben dodici città in un mese, facendosi le campagne elettorali a sostegno di tutti i sindaci che ha potuto. Tour de force che gli è valso l'appellativo di Serracchiani on the road . Il 2 maggio era contemporaneamente a Saronno, Mantova e Parabiago. Perché wonder woman Serracchiani ha anche il dono dell'ubiquità. L'8 maggio si è fatta in un solo giorno Bressanone, Bolzano, Pergine Valsugana, Laives e Trento. Il 16 maggio il Serracchiani worldtour si è spostato al centro: Pistoia, Santa Maria a Monte, Massa e La Spezia. Sempre tutto in un giorno. «E meno male che si vota solo una volta all'anno», dicono da Forza Italia Trieste.

A tutto questo gran da fare per il Pd, si aggiungono come avanzatempo alcuni lavoretti che, povera lei, deve assolvere dentro i confini regionali. In verità responsabilità non da poco, visto che ha assunto sotto il suo controllo tre delicatissimi commissariamenti: la terza corsia Venezia-Trieste, la Ferriera di Servola e tutto il dissesto idrogeologico. Come farà a trovare il tempo per far tutto questa enfant prodige della politica italiana? Ma lei è wonder woman Serracchiani, quella che tutto può. Almeno finché le serve.
 


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