Dopo il caso Quarto, Chi ne esce più forte? M5s o PD?

martedì 1 dicembre 2015

Maurizio Crozza ridicolizza i potentati del Mondo, Renzi e Salvini...

Ecco le prove del "furto" del Governo Renzi per salvare le Banche a danno di piccoli risparmiatori



Immagine Estratto conto di un piccolo risparmiatore di Banca Etruria prima e dopo il decreto Salva Banche del governo Pd: da 92.000 a 400 euro in una notte

“Il contatto diretto. Il rapporto di fiducia con il cliente, il correntista che molto spesso è anche obbligazionista o socio e che ti affida i risparmi di una vita. Il sostegno alle piccole imprese, con l’elasticità e la comprensione per i momenti di difficoltà.

 Sono queste le qualità e le ragioni di esistere che di solito caratterizzano una banca popolare. Tutto cancellato con un tratto di penna dal governo Pd. Domenica scorsa, quasi alla chetichella, in un decreto che probabilmente sarà pure “affondato” nel mare magnum della Stabilità, in modo che possa viaggiare a fari spenti
Il Pd salva i banchieri e brucia i risparmi dei piccoli soci
Il “salva-banche” è un grande favore a quattro istituti (ripuliti dai crediti deteriorati) e soprattutto a chi li comprerà fra poco tempo. Mentre i loro azionisti e gli obbligazionisti subordinati vedono scomparire i propri risparmi. Chi aveva comprato bond meno garantiti dei cosiddetti “senior” ha visto sparire in un attimo 788 milioni di risparmi complessivi, mentre anche 150mila grandi e piccoli soci dei quattro istituti hanno visto andare in fumo almeno 2 miliardi di risparmi.

92.000 euro di risparmi scomparsi in una notte
Per Banca Etruria, una delle quattro salvate, è un bagno di sangue. La Popolare,governata anche dal papà del ministro Boschi e governata così bene da essere poi commissariata, aveva emesso circa 300 milioni di euro in bond subordinati. La perdita media è di 20.000 euro per cliente.
Tra gli acquirenti anche l’anziana Iunchita Elisei, 85enne di Fabriano, malata di Alzheimer. Una vita di lavoro le aveva fruttato 92mila euro di sudati risparmi, malauguratamente investiti nell’istituto di papà Boschi. Con quel tratto di penna, il governo Pd ha incenerito tutto e le ha lasciato la miseria di 473 euro (come visibile nella foto in alto) che suonano come una presa in giro.
Pagano tutto i piccoli risparmiatori
Il governo Pd strombazza l’addio all’epoca dei salvataggi bancari fatti a carico dei contribuenti (bail-out). E magnifica il passaggio all’era della responsabilità diretta delle banche sui loro conti (bail-in). Peccato che lo stesso esecutivo abbia fatto di tutto (e di corsa) pur di perfezionare questa operazione in anticipo sul primo gennaio 2016, data in cui entrerà in vigore in pieno il nuovo meccanismo, con il coinvolgimento anche degli investitori più tutelati e dei grandi correntisti. Palazzo Chigi sa a cosa andiamo incontro?
Nel frattempo, hanno pagato tutto i piccoli soci e risparmiatori, che spesso sono gli stessi correntisti indotti dai manager bancari della porta accanto a diventare pure azionisti o obbligazionisti. E che quasi sempre hanno scelto di farlo sulla fiducia, ignari delle condizioni reali della loro banca.
In attesa che scocchi il primo gennaio, l’asimmetria informativa è una piaga che non si sana in qualche settimana (per giunta con le festività natalizie di mezzo). Lo ha denunciato persino la Consob che ha chiesto in tal senso di modificare i contenuti della ratifica della normativa Ue e che richiama le banche alle loro responsabilità in termini di trasparenza.
La porta, ormai, i risparmiatori se la trovano sbattuta in faccia.” M5S Parlamento


Dichiarazioni shok di un ex militare Americano: "I veri terroristi siamo noi"


Ecco la verità: le parole di un veterano dell'Iraq. Parole che fanno venire la pelle d'oca.

Scandalo in Aula, Di Battista smaschera Salvini e Renzi: "Sono la stessa cosa"


In diretta dalla Camera. Renzi e Salvini sono la stessa cosa.
Posted by Alessandro Di Battista on Martedì 1 dicembre 2015

Jet russo abbattuto dai turchi per difendere il traffico di petrolio con l'Isis



A quanto pare è emerso a galla il motivo per cui Ankara avrebbe fatto abbattere il jet russo, I jihadisti venderebbero petrolio e gas alla Turchia al mercato nero. In cambio Ankara fornirebbe armi. I raid di Putin avrebbero interferito questo traffico. Come riporta Andrea Indini su: "Il Giornale" 

" "Negli ultimi 8 mesi sono stati venduti al mercato nero della Turchia il petrolio e il gas iracheno per un importo di 800 milioni di dollari, in aggiunta il prezzo era la metà rispetto a quello del mercato mondiale - ha spiegato a Sputnik Mowaffak al-Rubaie, ex consigliere per la sicurezza nazionale dell'Iraq e uno dei leader della coalizione parlamentare Stato della Legge - questo è ciò che chiamiamo l'ossigeno che alimenta l'ISIS, se noi fermeremo il flusso d'ossigeno, riusciremo a soffocarlo". Mercoledì scorso il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva già accusato Ankara di aver dato l'ordine di abbattere il bombardiere russo Su-24 dopo gli attacchi dell'aviazione russa contro le infrastrutture petrolifere e le autocisterne del Califfato. Secondo i servizi segreti russi, infatti, Bilal Erdogan, figlio del premier turco, sarebbe azionista della Bmz Ltd, una compagnia di trasporti marittimi che caricherebbe greggio dell'Isis nel porto di Ceyhan e lo venderebbe su mercati asiatici. "Le aziende logistiche di Bilal Erdogan nei porti di Ceyhan (Turchia) e di Beirut (Libano) - si legge su Rossiyskaya Gazeta - hanno dei moli speciali dove le navi cisterna consegnano il petrolio di contrabbando". In rete girano, infatti, diverse foto che ritraggono Bilal Erdogan con alcuni esponenti del Califfato a Istanbul. Tanto che il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem ha accusato apertamente Ankara di aver abbattuto l'aereo russo per difendere gli interessi delle società petrolifere del figlio del premier." 

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